Sono..
Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
-collana, boccetta, seta antica -
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: "Ah! dov'è?"
A come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola, l'allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.
Però
non sono più di quello che sono.
(Pedro Salinas)
sabato 11 dicembre 2010
episodio dell'anima..
Nella nostra vita a volte le tragedie si susseguono una dopo l'altra, senza darci tregua, sofferenza su sofferenza. La nostra mente può sembrare forte, ma di fronte a certi dolori si rivela tanto fragile. Vivere, continuare a vivere, sopravvivere. Chi lo avrebbe mai detto che potesse diventare così difficile, così soffocante. In quel momento io dovevo decidere, fare una scelta. Nell'istante dell'incontro tra la vita e la morte, sarei riuscita a vivere come una donna?
- tratto dall'anteprima di un episodio dell'anime
giovedì 9 dicembre 2010
Amami
Mi trasporto in punta di piedi
mi trasporto nel galoppo della mia vista.
Mi avvolgo nelle fasce della mia pelle.
Mi abbraccio desiderandomi.
Benedico il mio flusso, lo zampillare che da me proviene.
Mi cullo sul mio seno.
Alle mani germoglianti infilo i guanti della poesia.
Reclamo la rivelazione,
le mie incisioni sono su pietra.
La mia immagine reca acqua alla sete
ed esche alla rete dei pescatori.
Trascorro i rintocchi delle campane della sera
scolpendo.
Dormo nella mia stessa ombra.
Indosso la mia natura beduina
quando sono stanca.
Entro in un giardino
che non mi istiga contro me stessa.
Amo la mia anima impossibile,
quella i cui piedi
sono ignoti alla terra.
"Amal Musa"
venerdì 3 dicembre 2010
Di questi tempi non sò il dolore
non so il sapore
non conosco l’acqua di rosa nè il dolce stil novo
è dolore ciò che sento in molte tristezze, esso si dirama
il tempo va via e portandosi dietro le paure crede
io no
avanti armate, giocate agli assassini
avanti armate, io vi conosco
avanti assassini del dolce parlare
venite a me, uomini del segreto
vendute puttane dell’assoluto
in voi non credo più
ora dei tempi giocatene il ruolo, io conosco il bugiardo “voi”
del “voi” giusto
del “lei” strozzato
del vecchio gioco dell’illusione
delle trappole del credo
del non so dove andare
della tristezza del mio cuore
e ancora le parole
dietro al grande fiume, dietro alla siepe della tristezza
piangete, piangete ancora
e poi il silenzio
e poi..
non conosco l’acqua di rosa nè il dolce stil novo
è dolore ciò che sento in molte tristezze, esso si dirama
il tempo va via e portandosi dietro le paure crede
io no
avanti armate, giocate agli assassini
avanti armate, io vi conosco
avanti assassini del dolce parlare
venite a me, uomini del segreto
vendute puttane dell’assoluto
in voi non credo più
ora dei tempi giocatene il ruolo, io conosco il bugiardo “voi”
del “voi” giusto
del “lei” strozzato
del vecchio gioco dell’illusione
delle trappole del credo
del non so dove andare
della tristezza del mio cuore
e ancora le parole
dietro al grande fiume, dietro alla siepe della tristezza
piangete, piangete ancora
e poi il silenzio
e poi..
mercoledì 1 dicembre 2010
Mi sono persa.. sola..

Mi sono persa.. sola..
in realtà voglio ritrovarmi..
il vento mi sussurra le risposte che non voglio sentire..
La luna illumina tutto ciò che mi circonda..
e tutto.. ha un suo perchè..
ma io e te no..
noi non abbiamo un perchè..
sin dall'inizio non l'abbiamo avuto..
ma non era importante..
ora lo è?..
No non lo è nemmeno ora.. non per te..
non ha senso parlare se non esiste un perchè..
ma lo facciamo.. si parla.. si urla.. non ci si capisce..
come prima.. e ancora non abbiamo trovato un nostro perchè..
E' un peso.. mi sento quasi oppressa..
è una morsa che si chiude lentamente.. e non ti lascia respirare..
Ma non sai quando si chiude.. è subdola.. ti prende all'improvviso..
Mi opprime.. questo amore utopistico..
vero nella mia testa.. no.. non me l'ero immaginato..
lo sentivo.. percepivo il tuo amore..
percepivo il tuo volermi accanto..
più del mio.. chissa perchè poi..
una domanda che mi perseguita..
e ora.. è tutto scomparso..
Momenti felici, indimenticabili.. onde..
momenti tristi.. di rabbia.. momenti confusi..
si confonde l'amore a volte.. anche se è cosi chiaro..
forse siamo noi che mentiamo a noi stessi.. quando c'è..
onde.. le maree.. sono subdole..
ti allontanano.. aiutate dalle correnti..
riescono a portarti cosi distante che ti chiedi..
come facevi a essere cosi vicino...
e non ti dai una risposta.. ti dici.. che è l'amore..
ci siamo allontanati..
perchè?.. non ci è dato sapere..
noi non abbiamo un perchè.. lo sappiamo..
tutto il nostro percorso.. non ha un perchè..
ma l'abbiamo voluto fare lo stesso..
innamorati.. tu lo eri.. si?..
Io non lo so se lo eri.. è una domanda che mi sono posta..
seduta qui al chiaro di luna...
non vorrei mentire.. non vorrei ferirti..
mi sto cercando.. forse quando mi troverò saprò la risposta..
ti ho dato tutto quello che potevo..
no.. non è vero..
tu mi hai dato tanto.. lo sai..
io.. io ho avuto paura.. o forse mi sono cullata
in quel che mi davi tu..
non voglio ferirti.. mi ucciderebbe..
ti ho dato meno di quel che avevo da darti..
non l'ho fatto apposta.. ma tu questo lo sai..
sai molto più di quello che lasci trasparire..
ma non ti ho dato tutto quello che avresti meritato..
forse lo hai capito.. per questo te ne sei andato..
Non ti ho fermato.. perchè non ti ho fermato?...
avevo paura... no.. non volevo fermarti..
perchè.. non c'è un perchè..
é bello vederti correre.. lasciarti andare lontano..
fa male.. pensavo non facesse male.. ma lo fa..
ma questo è amore. si.. credo.. di si..
lo è stato.. lo è stato mentre ridevamo.. mentre il mare ci cullava nei sogni..
senza un perchè.. proprio come è iniziato..
noi non abbiamo un perchè..
la luna me l'ha sussurrato.. è stato un suo regalo..
Luna
lunedì 29 novembre 2010
Per te
domenica 28 novembre 2010
Lascia che te lo dica
Lascia che te lo dica oggi quanto ti voglio bene
quanto tu sei stato sempre per me,
come hai arricchito la mia vita.
Per te non avrà molta importanza.
Tu sei abituato all’amore,
esso non è nulla di strano per te
sei stato amato e viziato da tante donne.
Per me è un’altra cosa. La mia vita è
stata povera d’amore, mi è mancato il meglio.
Se tuttavia so che cos’è l’amore,
è per merito tuo.
Te ho potuto amare,
te solo fra gli uomini.
Tu non puoi misurare ciò che significhi.
Significa la sorgente in un deserto
l’albero fiorito in un terreno selvaggio.
A te solo debbo che il mio cuore non sia
inaridito,che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia.
Hermann Hesse
sabato 27 novembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Vertigine..
Era la vertigine.L'ottenebrante,irresistibile desiderio di cadere.La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.
[L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera]
lunedì 22 novembre 2010
Nessuno balla
Nessuna balla
una musica un poco stonata
dimentica del tempo
e di essersi svegliata.
Nessuno balla..
ballo da sola volteggio
per non cadere..
ma non prendo il volo..
Musica nelle mie parole
senza pretesa
canzone nel vento
nella notte appesa
di essere ascoltate
in attesa
prima di sciogliersi al sole.
Musica nelle mie parole..
canticchio stonata
senza pretesa semplicemente
un leggero suono al vento
prima di sciogliermi del nuovo dì..
di exnoglobal & Cla. F.
domenica 21 novembre 2010
Sono cieca di silenzio..
Se chiudo gli occhi risento benissimo la tua voce, perfetta, con una leggera inflessione dialettale.
Le aveva telefonato..
-Tu ci credi al destino?
-Sono convinto che nulla accade per caso,
tu ed io dovevamo conoscerci.
Il destino lavora, giorno e notte tesse la sua tela,
e come aveva immaginato, sentiva la sua presenza...
stava rompendo l'equilibrio che così faticosamente cercava di costruirsi.
Si abbandonò sul letto, chiusi gli occhi e
cominciò a sentire solo il silenzio...
Non sarebbe stato impossibile ignorare quella sensazione..
un'energia carica che la muoveva come una cieca in cerca di una verità..
cominciò a canticchiare per rompere quell'infinito silenzio!
C.F.
sabato 20 novembre 2010
mercoledì 17 novembre 2010
La favola del riccio
Durante l'era glaciale molti animali morirono per il freddo.I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini che davano calore. Perciò decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire.
Così capirono che o accettavano le spine del compagno vicino oppure sparivano dalla terra e morivano in massa. Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino può causare, dato che la cosa più importante era il calore dell'altro.
In questo modo sopravvissero...
Le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette, ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità.
Baciami dietro la schiema
Baciami dietro la schiena,
provaci,
solo allora capirai chi sono,
potrai accettarmi,
con le mie ansie,
paure e brutture.
Baciami dietro la schiena,
chissà se potrai amarmi
e vedere il mio viso?
Forse ti piacerà d'avvero,
credimi.
Baciami dietro la schiena,
scenderà una lacrima
e capirai che sono una donna
che piange e sorride,
non sapendo neppure il perché.
lunedì 15 novembre 2010
Donna
Sarà che i miei sogni spaventano il tiranno
come un lontano canto,
come sepolte campane,
come tutte le voci che non capisce.
Sarà che i miei sogni,
di donna e di poeta,
sono coperti dal ferro
che mi rinchiude la vita
e ora sogno spade allegre.
Sarà, mi domando,
che ancora non capiscono
che incarcerarono la donna
perché non furono capaci,
dell'assalto vincente
al forte dei suoi sogni
che con più forza lo fa sognare.
Incatenata
Non portarmi a volare
se scopri di non saper volteggiare
Non portarmi a volare
se i miei tremori ti portano affanni.
Non portarmi nel volo dei desideri
ho già pagato fino a martoriare la mia anima.
Insonne mi aggrappo a te
mentre tu teneramente
custodisci i miei segreti
Dilaniata da ciò che sono e ciò che vorrei essere..
N
venerdì 12 novembre 2010
Un'idea che non sia pericolosa, è indegna di chiamarsi idea.
e questa è un'idea il cui momento è ormai giunto..
Senti il richiamo lo annusi nell'aria della notte,
non è la solitudine che distoglie il pensiero,
né la promessa fatta, sei un'immagine del grande gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti..
Un'idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione..
Tu stai correndo incontro a quest'idea.
Sei disposto a tutto per degli ideali,
perché vivi per essi!!!
"O siamo capaci di sconfiggere le opinioni contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le opinioni con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.
Ernesto Che Guevara "
mercoledì 10 novembre 2010
Ti ascolto
Quando dicono che il piacere è un bene completo,
devo dire che è un bene assoluto.
Il solo sentirti mi causa un'ondata di euforia,
si la tua voce mi toglie il respiro.
Puoi parlare con un filo di voce, non osando confessare,..
o leggera per portare le notizie del tuo giorno.
Strillando, percepisco un campanello di coraggio, automaticamente,
come spinta da un istinto cieco, ascolto il tuo aggredire il mondo,
e delicatamente non ti chiedo spiegazioni, fotografi bene la realtà,
i tuoi non sono mai blablablà!!!
La tua voce così sensuale, calda che coccola tutto il mio essere,
provo una tale ebbrezza che vorrei sprofondare, davvero,
però siccome è solo un modo di dire perché la terra non si apre mai,
non mi resta che un turbamento nell'anima.
Il tuo ridere quasi ironico, nella tua certezza, sicuro,
legge sempre il mio turbamento.
legge sempre il mio turbamento.
La tue battute di spirito non sono mai fuori posto.




















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