четверг, 26 мая 2011 г.

Ci sono posti tristi e bui - grigi e cattivi - e posti splendidi, pieni di luce e di pace. E dovrai attraversarli entrambi!


Impossibile scappare - anche se è la prima cosa che ci viene in mente! - ma impossibile pure non vederne il male ed il marcio - mamma mia che puzza che c'è qua... ma che cosa è?

Inutile anche fare finta di non vedere - anzi se vedi, cerca di non smettere di vedere!

Perchè pure vedere è un dono!

La maggior parte del nostro tempo lo passiamo invece a non vedere - guardiamo ma non vediamo o facciamo finta di non vedere - e se intravediamo chiudiamo subito quello spiraglio e sbattiamo la porta per rimanere belli chiusi nella stanza, assieme agli altri. Tanto una finestra per vedere fuori e per far entrare un po' di luce e d'aria c'è e allora, chi se ne frega!

Vedere porta a rendersi conto, rendersi conto vuol dire farsi un problema di coscienza, farsi un problema di coscienza ci fa porre delle domande, farsi delle domande vuol dire mettere tutto in ballo - rigiocare tutto fino all'ultimo spicciolo - per cercare delle risposte - ancora una volta devo fare questa fatica?

Questo vuol dire pensare, interrogare ed interrogarsi, distruggersi se necessario per ricostruirsi. Insomma vuol dire poter perdere il proprio pensiero per riconoscere la verità di un altro pensiero, vuol dire poter perdere certe sicurezze scoprendo e riconoscendo che sono profonde debolezze e chiusure anzichè aperture di possibilità e belle esperienze. Significa porsi nelle condizioni di perdere: perdere la faccia, perdere soldi, perdere contatti, perdere possibilità. Perdere tutto di fronte agli altri ed al loro pensiero - che nella maggior parte dei casi per noi è tutto! - ma in certe circostanze questo perdere è guadagnare profumatamente ed un ritrovare immensamente se stessi. Vuol dire ricominciare a vivere, finalmente.

Riguadagnare la propria libertà. Riguadagnare il proprio tempo. Riguadagnare la libertà di pensiero. Riguadaganare la libertà di dire quel che si pensa davvero - e non dire quel che dobbiamo dire condotti dalla circostanza che stiamo vivendo per non perdere la faccia! - Riguadagnare la nostra dignità. Riguadagnare la nostra testa. Riguadagnare la possibilità di essere come siamo, ridendo e scherzando, gettando nel posto adatto - il cestino! - un sacco di pensieri e situazioni che non stanno nè in cielo nè in terra - ma che sono divenuti, diabolicamente, sia cielo sia terra.



più beve e più vuole bere alla Fonte perché ha scoperto un nuovo gusto, un sapore nuovo e genuino, un qualcosa di immensamente più prezioso di ogni altra cosa che avesse mai conosciuto prima

Ho ancora un sogno

Andare lontano, in un posto che nemmeno immagino che esista, partire ancora e ritornare. Stupirsi di quanto sia grande il mondo e di quanto siano belli paesaggi e colori. Incontrare uomini diversi, ma proprio diversi da me, che seguono altri riti ed altre religioni, e scoprirsi intorno ad un tavolo o seduti in terra su un tappeto più fratelli dei parenti di sangue... e bere a questa libertà dell'essere figli dello stesso Padre, amici, compagni, parenti. Ridere insieme, insieme bere qualcosa, guardarsi negli occhi, alzarli al Cielo e ringraziare ancora. Abbeverarsi gli uni degli altri e addormentarsi felici per aver dato quel che si è nella semplicità della vita, con un sorriso ed un abbraccio, con il calcio ad un pallone rotto che non rotola come dovrebbe e che non ha porta dove entrare, nè marca da pubblicizzare, ma solo piedi, uguali e diversi, piedi che gli battono addosso indistintamente, contento di prendere tante botte senza ragione ma facendo felici uomini e bambini di ogni razza, idea e colore.

Andare lontano e scoprire che lontano, è vicino. Andare e tornare guardando le cose da un altro punto di vista, e chiedersi dov'è la propria casa e scoprire che la propria casa è il mondo intero. Non bastano quattro pareti e tre mattoni per essere considerata casa, perchè la vera casa è là dov'è il proprio cuore, là dove anela ad essere il proprio cuore.

Sfondare le mura, quelle della nostra mente e quelle della nostra vita, che ci legano dentro confini prestabiliti. Sfondarle, ma non per costruirne di nuove, ma per godere a pieno dell'aria aperta, dell'aria fredda della mattina e risvegliare noi stessi, ridestarsi dal sonno della morte ed abbracciare la Vita, in ogni sua ampiezza ed altezza, senza confini, senza coordinate. Abbattere le mura e far entrare il cielo, dentro di noi e dentro le nostre vite, perdendo chi siamo per incontrare chi siamo, perdendo noi stessi per incontrare noi stessi.


E stare incantato ad osservare il tramonto, aspettando un'altra alba, un'altra era ed attenderla e costruirla allo stesso tempo. Aspettarla, ma già vederla, sentirla ma ancora non poterla toccare con mano.
hi sono io? " chiese un giorno un giovane a un anziano.
" Sei quello che pensi" rispose l'anziano "
Te lo spiego con una piccola storia.
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orizzonte due persone che si abbracciavano.
- Sono un papà e una mamma - , pensò una bambina innocente.
- Sono due amanti - , pensò un uomo dal cuore torbido.
- Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni - , pensò un uomo solo.
- Sono due mercanti che han concluso un buon affare - , pensò un uomo avido di denaro.
- E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra - , pensò una donna dall'anima tenera.
- Sono due innamorati - , pensò una ragazza che sognava l'amore.
- Chissà perche' si abbracciano- , pensò un uomo dal cuore asciutto.
Che bello vedere due persone che si abbracciano - , pensò un uomo di Dio.
Ogni pensiero " concluse l'anziano " rivela a te stesso quello che sei.
Esamina di frequente i tuoi pensieri..
ti possono dire molte piu' cose su te di qualsiasi maestro.

Комментариев нет:

Отправить комментарий